#IL QUADERNO DI Piet Boon

Piet Boon - Studio Piet Boon - Ámsterdam

Design di interni ed esterni per progetti residenziali, alberghi, resort, ville per le vacanze, uffici, ville private, progettazione di prodotto e collaborazioni con marchi internazionali (ad es. Land Rover)…

 

1 – Chi è Piet Boon? 

Piet Boon è un designer olandese, proprietario e fondatore (1983) dello studio di design multidisciplinare Studio Piet Boon, nell’area metropolitana di Amsterdam. Dirige un team di architetti, designer e stilisti impegnati ed esperti. Studio Piet Boon® ha un portafoglio di clienti privati e aziende di tutto il mondo ed è rispettato e riconosciuto come specialista di total concept. 

2 – Quando ha scoperto di voler diventare architetto?

Circa tre decenni fa, ho iniziato come costruttore con la mia azienda. Spesso interpretavamo delle planimetrie che non erano per nulla funzionali. Era una cosa che non mi piaceva e pensavo: «Posso fare di meglio». Un giorno ho deciso di impegnarmi in tal senso e ho iniziato la mia carriera come designer.
Nel corso dei primi anni ripetevamo spesso questa frase: «Non progetterò mai nulla che non possa costruire». L’unica verità è che la funzionalità è molto importante. Non solo per i costi, ma anche per come si usa lo spazio. 
La conoscenza e la prospettiva nei processi costruttivi e l’esperienza di anni che avevo accumulato lavorando come fabbricante sono stati un gran vantaggio per me come designer. Mi consente anche di parlare con le diverse maestranze coinvolte. Mi aiuta molto nella comunicazione. E questo è vitale per un processo fluido.

3 – Un punto di riferimento nell’architettura.

Esistono vari architetti il cui lavoro ammiro per vari motivi. Uno degli elementi della nostra mission è che siamo fortemente impegnati a superare le aspettative e ci sforziamo per creare emozione e ispirare, al di là dell’immaginazione. Questa parte essenziale della nostra filosofia di design è ciò che ci ispira. Nella storia e anche nell’attualità, ci sono altri designer e architetti che lavorano da una prospettiva umana. Frank Lloyd Wright, ma anche Tadao Ando e Zumthor, e Shigeru Ban per il suo lavoro tenue ma di grande impatto e il suo uso di materiali come il calcestruzzo e il legno. E il vostro Ricardo Bofill.  Fin dall’inizio della sua carriera si è interessato davvero al mondo che lo circondava, a come funziona una società e a come si evolve un organismo vivo. Tutto alla fine ruota intorno a voler fare dei lavori che valgano la pena. Questo pensiero più profondo e questo interesse nei confronti del lavoro della gente aggiunge profondità e qualità.

4 – Se non fossi diventato architetto, mi sarei dedicato a…

Sportivo o stilista. Sono cresciuto in una famiglia sportiva con un padre e due fratelli appassionatissimi di calcio e della natura. In un periodo della mia vita ho giocato a pallanuoto in prima divisione. Lo sport continua ad essere molto presente nella mia vita quotidiana. In un giorno ventoso, o ancora meglio con tormenta, puoi vedere me e i miei fratelli sulla spiaggia del mare del Nord mentre ci prepariamo per una buona sessione di kite surfing.

5 – Un difetto e una virtù.

Virtù: Mi appassiona ciò che faccio. Il mio lavoro e ciò che mi piace maggiormente fare.
Difetto: Mi appassiona ciò che faccio. Come per qualsiasi persona che dirige un’attività, la conciliazione tra la vita privata e il lavoro è molto importante. La creatività ha bisogno di momenti di tranquillità per poter fluire.

6 – Com’è casa sua?

L’ho progettata io stesso nel 2001. È una casa molto affascinante in uno dei luoghi più invidiabili e quasi rurale a fianco a una riserva naturale e a soli 10 minuti dal cuore di Amsterdam. Ha tutto ciò che desidero in una casa: un focolare familiare caldo e accogliente, funzionale, rilassato e raffinato. Il giardino l’ha progettato il mio grande amico Piet Oudolf e la BBC l’ha scelto come uno degli 80 giardini privati più belli del mondo. Questo imponente giardino nascosto offre la massima privacy e vedute sul paesaggio circostante. I miei figli adesso studiano e vivono in città. Per cui questo splendido luogo è in vendita!

7 – La domenica è il giorno per…

La domenica è strettamente per famiglia e amici, andare in bici, correre o fare kite surfing, o per vedere una partita della mia squadra di calcio preferita, l’AJAX.

8 – Un luogo dove cercare l’ispirazione.

Basta aprire gli occhi e guardarsi intorno. Puoi trovare l’ispirazione ovunque. Nella vita in strada, nei colori mutevoli del paesaggio delle diverse stagioni, in riviste, gallerie e avviando conversazioni con altre persone.

9 – Qual è l’ultimo libro che ha letto?

Gli occhi della pelle, di Juhani Pallasmaa. Un saggio interessante sugli aspetti umani dell’architettura, che oggi viene chiamata architettura esperienziale. L’autore ha impartito una lezione su questo argomento l’anno scorso in Olanda con Peter Zumthor. Fondamentalmente, significa che l’architettura è stata fatta per gli esseri umani. Sembra una banalità. Tuttavia il pensiero che si nasconde dietro questa idea si basa sul fatto che gli esseri umani sono esseri sensoriali e l’architettura o, in suo difetto, tutte le discipline che progettano gli spazi, hanno bisogno di essere consapevoli delle esigenze degli esseri umani. Bisogna stimolare i nostri sensi. Il tatto e la struttura dei materiali naturali, forse il loro odore, stimoli visivi… tutti devono essere presi in considerazione attentamente e inseriti nei progetti. In qualche punto, Pallasmaa parla del pomello della porta come la stretta di mano di un edificio. È molto vero. Spesso trascuriamo queste cose così semplici, ma è il nostro primo contatto con un edificio. Qual è la prima impressione che vogliamo che abbiano i nostri utenti?

10 – Tra 15 anni…

Da adesso fino ai prossimi quindici anni continuerò a fare ciò che più mi piace: progettare e creare. Studio Piet Boon sarà un nome molto più affermato nel settore creativo.

11 – Quando pensa all’architettura le viene in mente…

Di essere nella fortunata posizione di poter progettare spazi per migliorare la qualità di vita delle persone e la loro quotidianità creando case calde e accoglienti e ambienti che ispirano e donano vitalità.

12 – Matita o computer?

Matita, purché sia una di autentico legno di cedro, appena affilata e con quel suo buon odore.
La sua domanda si collega a una costante dibattito sull’impatto del computer nell’architettura. Indubbiamente non vorremo mai tornare all’epoca precedente al computer con la comodità di tanti programmi, che sono più o meno un linguaggio universale che ci permette di comunicare con facilità in tutto il mondo. Ma i disegni a matita e i modelli in scala hanno una qualità unica intrinseca con cui ci possiamo identificare. È anche affascinante vedere come i clienti rispondano sempre a un disegno rapido a mano libera.

13 – Come definirebbe il suo lavoro?

Emozionante, gratificante e ispiratore. È un grande privilegio fare ciò che viene consentito di fare a me e al mio team. Ogni progetto è unico e offre nuovi sfide, una possibilità di sviluppare nuove soluzioni e semplicemente fare che la gente sia felice con ciò che facciamo.

14 – Un progetto che le piacerebbe fare.

Siamo molto orgogliosi di esserci fatti una certa reputazione nel mondo del settore alberghiero. L’anno scorso il nostro studio ha ricevuto l’incarico di riprogettare l’interno dell’emblematico Park Hyatt Tokyo Hotel. E questa settimana ci hanno chiesto di riprogettare un altro hotel di cinque stelle. Questa volta ad Amsterdam (il nome è ancora confidenziale). In questo momento stiamo anche lavorando a una promozione di alta gamma nell’isola di Antigua, dove il nostro studio è stato nominato architetto capo di tutto il progetto, che includerà una serie di ville di lusso e un hotel. Pensando ad un progetto che ci piacerebbe fare, direi un progetto integrale, esterno e interno, per un hotel di lusso, che sarebbe tra i primi posti della nostra lista.

15 – La sua opinione sull’architettura spagnola.

Avete questa ricca eredità e una lunga e svariata tradizione, che si può apprezzare in tutto il paese. Diverse influenze, come quelle degli arabi nel Sud: la loro affascinante Alhambra, eleganti palazzi e il fascino delle case rurali. Tutto ciò è molto interessante. Nei miei primi anni come costruttore ho sviluppato una passione per le tecniche costruttive e materiali e le vostre città e paesaggi sono decorati da una grande varietà di bellezza e culture. Ammiro profondamente come l’architettura contemporanea viene inserita nei piani urbanistici e si abbina gli edifici storici. Mi affascinano il lavoro e la filosofia di Ricardo Bofill e il modo in cui ha strutturato il suo team, che non include solo architetti e designer, ma anche musicisti, sociologi, registi cinematografici e scrittori. Questo dimostra il suo interesse nei confronti della società come insieme.

16 – Come si può mantenere uno stile proprio soddisfacendo le esigenze dei clienti?

Non è molto difficile. Soddisfare le esigenze dei nostri clienti è la nostra priorità, ma la maggior parte dei clienti ci scelgono perché a loro piace la nostra filosofia di stile e design. Nei nostri trent’anni di esistenza non abbiamo mai avuto alcun problema con i nostri clienti quando si è trattato di mantenere il nostro stile.

17 – Nell’architettura, cosa le riesce meglio e cosa le risulta più faticoso?

Diamo il meglio di noi quando realizziamo un progetto integrale. La nostra storia, dirigere sia un’azienda di costruzione che un eccellente laboratorio artigianale per fare mobili su misura, ci consente di spiccare nei progetti integrali. Questo ci garantisce un’armonia assoluta e perfetta in tutti gli aspetti di un progetto. L’interno e l’esterno, e anche gli spazi all’aria aperta sono in equilibrio fino al minimo dettaglio. La qualità del nostro team e la selezione di collaboratori in tutto il mondo è il nostro punto forte. Fondamentalmente, non esiste un progetto che non potremmo affrontare o che ci porrebbe dei problemi.

18 – La sua ricetta per il successo.

Rimanere fedeli a se stessi, non cedere.

19 – Qual è il ruolo dei prodotti naturali nei suoi progetti?

Mi appassionano i materiali naturali. Sono duraturi e, fatto ancora più importante, invecchiano molto bene. Vogliamo che i nostri progetti durino molto tempo. La atemporalità e la durevolezza sono fattori importanti quando si scelgono i materiali.

20 – Il suo prodotto preferito di L’Antic Colonial è…

Ci sono molti prodotti validi, non sono in grado di sceglierne solo uno! Dipende dal progetto e da come si usa, che prodotto funziona meglio.

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