IL QUADERNO DI José Manuel Ferrero

José Manuel Ferrero - estudi{H}ac - Valencia, Spagna

Collezione bagno Men{H}ir –L´Antic Colonial, Casta Chair-Sancal, Marquis-Vondom, Ristorante Estado Puro_Hard Rock Hotel Ibiza, Cheese Bar Poncelet-Meliá hotels….

1 – Chi è José Manuel Ferrero?

Sono un designer industriale che crea un design di prodotto e di interni per aziende e clienti che hanno la stessa passione di offrire al mondo progetti che apportino eleganza e sorpresa al tempo stesso. La mia premessa consiste nel creare Tailored Design Projects.

2 – Quando ha scoperto di volersi dedicare al design?

Come è successo al personaggio letterario che ammiro molto, Sr Phileas Fogg, ho viaggiato in molti paesi, che mi hanno riempito di esperienze, che mi hanno reso più vitale e ricettivo nei confronti dei particolari che poi applico ai miei progetti. Mi sento particolarmente a mio agio in Inghilterra, mi ha sempre attirato il suo stile, cultura, umore e, soprattutto, il suo modo di essere, conservatrice e trasgressiva al tempo stesso. La grande ammirazione nei confronti dei sarti della famosa Savile Row Street e la passione per i dettagli -metodologia che è sempre stata applicata in queste sartorie- mi hanno portato a sviluppare un modo di lavorare molto personale. La massima attenzione alle forme, la selezione di materiali e texture, fanno sì che ogni progetto che ho in mente risponda all’eleganza fatta su misura, come mio segno personale.

3 – Un punto di riferimento nel design…

Phileas Fogg, personaggio letterario creato da Verne, è la figura che mi ha influenzato maggiormente. Il grande rischio che l’eccentrico cavaliere inglese accetta quando decide di scommettere tutto su un sogno in cui crede fortemente, è per me di grande ispirazione. Serietà, puntualità e audacia consentono a Fogg di raggiungere il suo obiettivo. La creatività e l’ingegno del protagonista de Il giro del mondo in 80 giorni, è una parte fondamentale del mio processo creativo con cui cerco in modo agile idee che sfocino verso un buon progetto. Come il Sig. Fogg, metodico e organizzato, requisiti indispensabili per poter tracciare un piano di viaggio, sviluppo ogni progetto seguendo un piano di lavoro ed esecuzione di ogni fase, con metodologia e professionalità.

Come punto di riferimento reale nel mondo del design e della moda mi interessa particolarmente il lavoro a livello di creazione della marca dell’altro personaggio inglese che ammiro molto, Paul Smith.

4 – Se non fosse designer si sarebbe dedicato a…

Non lo so, ma di sicuro a qualcosa collegato molto al mondo creativo.

5 – Un difetto e una virtù.

Portare al limite la mia passione per il design, i dettagli di realizzazione di ogni progetto… il tutto con molto ordine.

6 – Com’è casa sua?

In questo momento sono in fase di definizione, non appena avrò un po’ di tempo, sono sicuro che inizierà a prendere forma. Nella stessa stanno già convivendo molti dei design che nel corso di questi 10 anni ho sviluppato per aziende fantastiche con cui ho lavorato, assieme ad altri pezzi che mi hanno sempre appassionati e che mi è piaciuto avere.

7 – La domenica è il giorno per…

Se possibile, disconnettere dall’intenso ritmo di lavoro e godere della famiglia.

8 – Un luogo dove cercare l’ispirazione.

In qualsiasi viaggio che faccio, in riviste, libri o musica che trovo lungo il cammino.

9 – Qual è l’ultimo libro che ha letto?

Sto leggendo il libro che ha pubblicato Sir Paul Smith nella sua ultima esposizione del Design Museum di Londra.

10 – Tra 15 anni….…

Essere riuscito a far sì che estudi{H}ac stia e continui a sviluppare i progetti che ha in mente. Sogno di lavorare per le ditte che ho sempre ammirato per la loro metodologia di lavoro, qualità e modalità di comunicazione. Spero di poter apportare il punto di distinzione che caratterizza il mio lavoro, creare progetti che sorprendano e che, al tempo stesso, siano commerciali.

11 – Quando pensa al design le viene in mente…

Moltissime cose, siamo circondati dal design.

12 – Matita o computer?

Una combinazione di entrambi. La fase creativa con matita e quella tecnica con computer.

13 – Come definirebbe il suo lavoro?

Cerco la semplicità e l’eleganza nelle forme, ma sempre con qualcosa di innovativo in termini di rifiniture, texture, colori… Una buona selezione del materiale o texture all’interno di un design, sia di prodotto che di interni, lo rende qualcosa di sorprendente. L’esauriente e minuzioso lavoro con cui sviluppo ogni progetto fa sì che il risultato finale sia fantastico.

Ogni progetto ha una storia alle spalle, per cui lavoro per trasmetterla.

14 – Un progetto che le piacerebbe fare.

Il progetto integrale di un hotel.

15 – La sua opinione nei confronti del design spagnolo.

Non ci fermerà nessuno. L’abbiamo dimostrato, e sempre più sia i grandi designer che le piccole imprese spagnole stanno spiccando nell’ambito del mondo del design.

16 – Come si può mantenere uno stile proprio soddisfacendo le esigenze dei clienti?

Questo è un segreto! Ognuno ha la sua formula segreta.

17 – Nell’architettura, cosa le riesce meglio e cosa le risulta più faticoso?

All’interno di ogni progetto ci sono molte fasi, e anche se bisogna sempre saper delegare al team che ti circonda, mi piace cercare di partecipare in ogni particolare e fase del processo di ogni progetto.

18 – La sua ricetta per il successo.

Cercare di essere onesto.

19 – Qual è il ruolo dei prodotti naturali nei suoi progetti?

È uno dei punti di partenza di ciascuno di questi. Ogni prodotto naturale che si inserisce in un progetto, già di per se stesso, apporta la forza e qualità che cerco di introdurre sempre in ciascuno dei nostri progetti.

20 – Il suo prodotto preferito di L’Antic Colonial è…

Indubbiamente MEN{H}IR!

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