#IL QUADERNO DI Belén Moneo

Belén Moneo Feduchi - Moneo Brock Studio - Madrid, España
Le Terme di Tiberio a Panticosa, lo Spazio Fondazione Telefonica a Madrid, il Bosco di Acciaio a Cuenca e il Northwest Corner Building dell’Università di Columbia a New York.

1 – Chi è Belén Moneo?

Una architetto spagnola, con vocazione di viaggiatrice.

2 – Quando ha scoperto di voler diventare architetto?

Quando ho capito che avrei potuto farlo bene e ho superato i miei dubbi.

3 – Un punto di riferimento nell’architettura…

Una donna giapponese: Kazuyo Sejima.

4 – Se non fossi diventata architetto, mi sarei dedicata a……

Qualche altra arte plastica.

5 – Un difetto e una virtù.

Sono una persona esigente.

6 – Com’è casa sua?

Una composizione di elementi che includono necessariamente vegetazione, luce naturale, tranquillità, colore e design.

7 – La domenica è il giorno per……

Fare gite e stare nella natura, lontani dalla città.

8 – Un luogo dove cercare l’ispirazione.

Dove uno meno se lo aspetta, in nessun posto in particolare e in tutti allo stesso tempo.

9 – Qual è l’ultimo libro che ha letto?

Doble esplendor, una memoria molto personale sulla guerra civile spagnola, un grande racconto di Constancia de la Mora; lo consiglio caldamente.

10 – Tra 15 anni……

Mi piacerebbe lavorare di più in Spagna e viaggiare meno, e ciò significherebbe che anche il paese sta attraversando un momento migliore. E spero di continuare a lavorare in ciò che mi piace, dal momento che il nostro campo è molto ampio e svariato, e include tutti gli aspetti collegati alla manipolazione dello spazio: architettura, urbanistica, paesaggistica e design. No ci annoiamo mai.

11 – Quando pensa all’architettura le viene in mente…

Come trasformare le città per migliorare la qualità di vita dei loro abitanti.

 12 – Matita o computer?

Lavoro con entrambi. Personalmente uso la matita, ma l’uso del computer mi guida moltissimo nel lavoro. Anche se bisogna imparare ad usarlo bene. Con il computer è più facile trovare scorciatoie durante il processo di sviluppo del progetto perché i disegni possono sembrare finiti molto rapidamente.  E bisogna rendersi conto del fatto che richiedono un maggiore sviluppo. Bisogna dubitare durante il processo e proporre diverse versioni, e ciò è più facile da fare con la matita.

13 – Come definirebbe il suo lavoro?

Come un processo in cui, senza un’idea predeterminata, si analizzano le situazioni fino a trovare una soluzione unica che abbini la risoluzione dello spazio con gli altri elementi fondamentali, come ad esempio il programma del progetto o il suo inserimento nell’ambito di un contesto singolare, che sia naturale o urbano.

In altre parole, le stesse circostanze della situazione particolare e l’analisi di queste generano l’architettura, dove lo spazio è un elemento plastico che, occasionalmente, attraverso la struttura, acquisisce valore espressivo.

14 – Un progetto che le piacerebbe fare.

Uno che implicasse della pianificazione urbanistica.

15 – La sua opinione sull’architettura spagnola.

L’architettura spagnola, nonostante la crisi, è in un buon momento, e vanta un gran numero di professionisti. Credo che, assieme a quella giapponese e alla portoghese, è attualmente una delle migliori.

16 – Come si può mantenere uno stile proprio soddisfacendo le esigenze dei clienti?

In primo luogo capendo bene il cliente e quali sono le sue esigenze. Quindi guadagnandoci la sua fiducia convincendolo che, come architetti, tuteliamo i suoi interessi. In definitiva con una buona comunicazione e una proposta seducente.

17 – Nell’architettura, cosa le riesce meglio e cosa le risulta più faticoso?

Non so quello che mi riesce meglio, ma indubbiamente ciò che mi diverte di più è la parte creativa, anche se molte volte è difficile giungere ad una soluzione soddisfacente. La parte del nostro lavoro che più mi annoia, è quella meno collegata all’architettura, vale a dire le questioni amministrative e organizzative tipiche di una piccola impresa, quelle di cui nessuno ti parla e che non ti insegnano a scuola.

18 – La sua ricetta per il successo.

Non ce l’ho… ma sicuramente lavorare con rigore è uno degli ingredienti.

19 – Qual è il ruolo dei prodotti naturali nei suoi progetti?

Un ruolo fondamentale, perché nel nostro lavoro ci sembra importante enfatizzare le caratteristiche intrinseche di ogni materiale, sia nell’architettura che nella progettazione di prodotti.

20 – Il suo prodotto preferito di L’Antic Colonial è…

Il rivestimento da bagno Tailor Blanco Andes Rombos.

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