#IL QUADERNO DI Jaime Sanahuja

Jaime Sanahuja - Sanahuja&Partners - Valencia | Castellón | Ibiza

Auditorium e Palazzo dei Congressi di Castellón | Centro Europeo Imprese e Innovazione. IMPIVA |  Casa D&E | Ristrutturazione Palau dels Osset, Forcall  |  Studio architettura e design sanahuja&partners a Ruzafa |  Clinica Medicina Oculare Quijada, Valencia | Ospedale Sant Joan de Deu, Sant Boi, Barcellona | Biblioteca Instituto Cervantes, Parigi | AF&S Notarías.

1 – Chi è Jaime Sanahuja?

Dirigo lo studio di architettura Sanahuja&Partners. La mia professione e la mia passione è l’architettura e mi piace esplorare fino al limite tutte le opzioni e tutte le possibilità che offre un progetto.

2 – Quando ha scoperto di voler diventare architetto?

Fin da molto piccolo, dal momento che mi piaceva moltissimo giocare con pezzi di legno e giochi di costruzione (non esistevano ancora i LEGO) e quando mi chiedevano cosa volevo fare da grande, invece di pompiere o astronauta rispondevo: architetto.

3 – Un punto di riferimento nell’architettura…

Carlos Ferrater, magnifico architetto e grande amico.

4 – Se non fossi diventato architetto, mi sarei dedicato a…

Faccio fatica ad immaginarmi in un’altra attività, non mi sono mai posto un’opzione diversa nel corso della vita.

5 – Un difetto e una virtù.

Il mio difetto è la dispersione, mi piace portare avanti molte iniziative e progetti contemporaneamente. E credo che la mia migliore virtù sia la tenacità e l’ottimismo.

6 – Com’è casa sua?

Mi piace godermi vari spazi per vivere, non concentrati in una sola casa: un alloggio nella città di Castellón in un edificio progettato da me, una casa di paese ristrutturata nel comprensorio del Maestrazgo e un piccolo spazio loft all’interno dello studio di Valencia.

7 – La domenica è il giorno per…

Dormire senza sveglia, pensare, leggere, rilassarmi…

8 – Un luogo dove cercare l’ispirazione.

Tutti gli spazi in cui lavoriamo sono adeguati, ma indubbiamente dove mi trovo più a mio agio per disegnare e progettare è lo studio mansardato nella casa del Maestrazgo.

9 – Qual è l’ultimo libro che ha letto?

E2, di Pam Grout, che esplora la creazione di campi di energia e potenzialità partendo dai pensieri e dalle emozioni.

10 – Tra 15 anni…

Mi piacerebbe continuare a guidare il mio formidabile team di professionisti e poter continuare a progettare spazi come questo per L’Antic Colonial.

11 – Quando pensa all’architettura le viene in mente…

Le persone, le istituzioni, i clienti (che spesso diventano eccellenti amici), che con i loro sogni e le loro commissioni rendono possibile l’architettura.

12 – Matita o computer?

Matita, matite colorate, pennarelli, tutto ciò che si può prendere con la mano per disegnare.

13 – Come definirebbe il suo lavoro?

Architettura basata sulla cultura mediterranea, attenta ad ottimizzare le condizioni del programma, la luce, l’ambiente e il budget del cliente, per poter superare le sue aspettative.

14 – Un progetto che le piacerebbe fare.

Un grattacielo, un edificio di più di 100 metri di altezza almeno.

15 – La sua opinione sull’architettura spagnola.

Il panorama spagnolo è eccellente, con grandi punti di riferimento e una notevole sensibilità per progettare soluzioni architettoniche innovative e di grande qualità.

16 – Come si può mantenere uno stile proprio soddisfacendo le esigenze dei clienti?

Più che di “stile proprio” preferirei parlare di metodologia di lavoro propria, di fatto molte commissioni ci arrivano per il nostro modo di lavorare in team, in rete e utilizzando al massimo le nuove tecnologie e i programmi per il disegno e la realizzazione di progetti.

17 – Nell’architettura, cosa le riesce meglio e cosa le risulta più faticoso?

Quello che mi piace di più, e che quindi mi viene meglio, è l’intervento in spazi già costruiti, in edifici storici, per la loro ristrutturazione e nuova valorizzazione. Quello che mi risulta più difficile è considerare concluso un progetto, mi sembra sempre che si potrebbe migliorare ancora, sono abbastanza perfezionista.

18 – La sua ricetta per il successo.

Ottimismo, perseveranza e focalizzazione.

19 – Qual è il ruolo dei prodotti naturali nei suoi progetti?

Ci piace progettare spazi caldi e luminosi, in cui ci si senta a proprio agio e si possa godere l’esperienza di viverli. Per questo in genere scegliamo prodotti naturali come il legno e la pietra.  Sono i nostri prodotti preferiti, per le sensazioni che danno.

20 – Il suo prodotto preferito di L’Antic Colonial è…

Consideriamo straordinario tutto il lavoro di ricerca e reperimento di materiali naturali realizzato da L’Antic Colonial, basato soprattutto sul legno e la pietra.

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